Impugnazione degli atti di nascita dei figli delle coppie omogenitoriali.

La Procura di Padova dichiara guerra agli atti di nascita dei bimbi arcobaleno.

La Procura di Padova ha dato inizio alla lotta contro gli atti di nascita dei figli nati da coppie omogenitoriali. L’ufficio giudiziario, lo scorso 19 giugno, ha impugnato l’atto di una bambina con due mamme, registrato dal Comune nell’agosto 2017.

Stessa sorte toccherà a tutti gli altri atti di 32 bambini che, dal 2017, sono stati registrati all’anagrafe in questo modo.

La Procuratrice di Padova facente funzioni, Valeria Sanzari, ha infatti dichiarato che si tratta di “casi uguali, non c’è nessun motivo per differenziare. Le notifiche dell’impugnazione arriveranno a tutte le 33 coppie“. La Procura di Padova, definendo “illegittima l’indicazione nell’atto di nascita” della mamma non biologica “quale secondo genitore“, chiede la “cancellazione” del nome di quest’ultima e la “rettifica” del doppio cognome attribuito con essa alla bambina. Con questa richiesta, la Procura fa leva sul fatto che nel diritto italiano non esiste la “seconda mamma” e neppure la possibilità per la madre biologica di assegnare al figlio il cognome della propria compagna.

Emma Bonino di +Europa, si è espressa sulla vicenda, così: Trentatre atti di nascita, dal 2017 a oggi, impugnati dalla procura di Padova. Non 33 pezzi di carta, ma 33 bambini. Ecco cosa produce l’omofobia di Stato di questo governo che passa sopra i corpi e i sentimenti dei bambini e delle loro famiglie per imporre un unico modello di famiglia”.

Maria Cecilia Castellazzi, Trainee Lawyer

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